martedì 23 settembre 2008

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L'outsider non sa con chi ballare

Da quanto tempo che non aggiorno! hai devo rifare! Comiciamo allora!

Soprattutto i giovani sentono il bisogno di affermarsi, di sapere che hanno qualcosa di diverso dagli altri... Questo porta spesso e volentieri a volersi creare una maschera di outsider che probabilmente suonerà cool sul momento... Per poi lasciar posto a qualcosa di più importante, capendo che per essere diversi non c'è bisogno di spararsi 50 piercing in tutto il corpo isole comprese o altri vezzi tipici dell'adolescenza. Solo dopo prenderà coscienza di sè e troverà gioia nell'aver plasmato una sua personalità che certamente va al di fuori dei canoni dell'outsider.

Questo breve preambolo è utile per spiegare come anche il più outsider del mondo, senza saperlo, tende a imitare ed entrare in sintonia con le persone che ha intorno e il luogo che lo ospita. Ovviamente non se ne rende conto, è qualcosa che facciamo tutti per garantire la nostra sicurezza... Mi spiego meglio.

Entriamo in un bar, siamo da soli, la ragazza al banco è gentilissima, intanto cominciamo a prendere posto al tavolo. Ci sono anche altre persone che, con ogni probabilità non stanno certo pensando a cosa stiamo facendo... Eppure... Ci sentiamo fuoriluogo. Da cosa scaturisce questo disagio?

Dal fatto che non abbiamo nessuno da imitare, perchè sappiamo che per qualche minuto andremo in solitaria e dobbiamo cercare di seguire l'equilibrio di quell'ambiente quasi estraneo (attenzione, non centra poi se il bar lo conosciamo da anni o siamo abituatissimi a fare cose del genere, si parla di istinto che può essere controllato col tempo e con la confidenza) senza fare nulla di sbagliato o fuori le righe.

Altro discorso è se ci andiamo con qualcuno. In questo caso abbiamo già una persona da seguire (o che ci segue), comunque un riferimento. Da soli, il riferimento invece è vago e molto vasto. A questo proposito, anticipo l'argomento del prossimo post: il comportamento del gruppo. Si riallaccia benissimo perchè tramite qualche divertente esperimento si nota come siamo suscettibili a quello che accade intorno a noi.

Inutile fare i fighi di Parigi! Da soli facciamo più fatica a sentirci a nostro agio (a meno che non stiamo ricercando la solitudine per qualche ragione come stress, stanchezza, ecc) e aver qualcuno con cui stare ci aiuta a trovare in quella persona un consenso... Come una danza in cui dall'armonia tra chi conduce e chi segue, si crea un equilibrio perfetto.

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venerdì 19 settembre 2008

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E Diggita insiste...

L'estate è finita, si perde l'abbronzatura (chi l'ha presa), si torna in ufficio/casa/scuola e si arranca un po' per tornare alla routine di tutti i giorni.

Comoda l'estate
! C'era Diggita che, nonostante le nostre ferie, ci viziava con il 100% degli introiti Adsense provenienti dai nostri annunci. Finita la pacchia, cari miei!

Ero già pronta a dover tornare ad accendere un cero alla Madonna (quella vera, non la cantante) per qualche click extra onde fare media e non perdere il ritmo, quando... Oh gaudio! Oh letizia! Diggita ha deciso di rimandare la scadenza della promozione 100% Adsense e ha mandato una mail agli utenti per affrettarsi ad approfittarne!

Come per tutte le mie cose ho aspettato quasi l'ultimo momento >_> ma questa è un'altra storia! Tecnicamente l'ultimo momento è la mezzanotte del 20 settembre, ma io non sfiderei troppo la fortuna! La promozione durerà tutto l'autunno! Quindi non fate i poltroni e segnalate ora a Diggita la vostra volontà di proseguire quello che avevate cominciato mesi fa!

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lunedì 15 settembre 2008

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Perchè le donne preferiscono il papà e gli uomini sono un po' mammoni?

Premetto che le eccezioni ci sono sempre e che si tratta di informazioni di massima...
Se non presa con le pinze potrebbe essere un po' traumatica u_u no, vabbè, scherzo u_u

Insomma, se c'è una ragione per cui le femminuccie sono così dannatamente affezionate al papà e i maschietti un po' mammoni, è l'attrazione sessuale.

Ovviamente non è il tipo di attrazione che si prova per un uomo o una donna che amiamo nel senso biblico del termine u_u Si tratta invece di quell'innata disposizione d'animo che ognuno di noi nutre verso il sesso opposto, semplicemente come compensazione di sè stessi.

Una donna è portata senza saperlo a preferire il genitore maschio, non perchè lo voglia, ma perchè fa parte della storia genetica della donna, avere a che fare con gli uomini... Quindi è più disposta nei suoi confronti. Idem con patate per gli uomini nei confronti delle donne!

Questo infatti è lo stesso motivo per cui gli uomini adorano le donne che riaccendano in loro il proprio istinto paterno (anche se spesso non si direbbe, la "gnoccona" viene surclassata dalla ragazza dolce e carina... almeno per quanto riguarda una storia seria o comunque qualcosa di più delle storie una_botta_e_via).

Stessa cose per le donne che amano l'uomo che ricordi loro di sentirsi anche un po' mamme e quindi di doversene prendere cura (anche qui il "fustacchione" non regge di fronte al ragazzo attento e premuroso... anche se un po' di polso ci vuole sempre).

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venerdì 12 settembre 2008

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Note sparse - L'11 settembre 2001 ricordato il 12 settembre 2008


Non parlarne sarebbe stato da ciechi. Probabilmente saranno considerazioni banali, ma ieri è stato un giorno importante e ne approfitterò per segnalare qualche contenuto.

A pensarci mi sembra ieri. Eppure sono passati 7 anni, avevo quasi 14 anni... Quando conto gli anni sulla mia età mi rendo effettivamente conto di quanto tempo sia passato. Facevo il primo superiore ed ero a scuola perchè avevo un corso d'inglese alle 14. L'America non l'ho mai vista neanche in cartolina, ancora meno conoscevo qualcosa del World Trade Center... Quando poco dopo, una mezz'ora circa mi chiamarono i miei; strano, sapevano che stavo al corso... doveva essere successo qualcosa di grave; e in effetti lo era.

Rientro in classe, non lo dico a nessuno, solo al mio compagno di banco che, evidentemente sapendone più di me è balzato in piedi è ha spiegato quello che gli avevo appena detto. Stranamente non ci furono reazioni spropositate: in classe calò il silenzio. Ci si guardava in faccia con gli occhi di chi dice "Non è possibile... Non può essere".

Lasciando da parte il fatto che forse non si sia trattato di terrorismo ecc... Non voglio credere che sia stato tutto organizzato dal governo americano, non ce la faccio! Già è mostruoso pensare al terrorismo, ma pensare che sia qualcosa organizzata a tavolino... No, non ci voglio credere.

Tornai a casa un paio d'ore dopo. Allora seguivo molto MTV, mi sintonizzai sul canale e la scena che vidi fu di una sintesi e di una discrezione molto toccante.
In sè racchiudeva il ricordo delle torri e delle vittime, l'immobilismo della pausa del mondo per quel che era successo e il silenzio.

Dopo, non ricordo se per alcuni giorni o solo per l'11 settembre, andarono in onda solo notiziari agli orari prefissati e il video di John Lennon - Imagine. A prova che evidentemente il mondo che sognava era troppo lontano dalla realtà... You may say I'm a dreamer... Sì, John, lo eri... Non siamo ancora pronti. Più di qualcuno tra quelli che conosco, l'ha detto.

Sempre MTV promulgò degli spot che furono censurati.

Testo a lato delle torri : “2.863 persone sono morte”
Testo a lato del ragazzo: “40 millloni infettati dall’HIV nel mondo.”
“Il mondo s’è unito contro il terrorismo. Dovrebbe unirsi anche contro l’AIDS”



Testo a lato delle Torri : “2.863 persone sono morte”
Testo a lato del bambino: “824 milioni soffrono la fame nel mondo”.
“Il mondo si è unito contro il terrorismo. Dovrebbe unirsi anche contro la FAME.”


Testo a lato delle Torri : “2.863 persone sono morte”
Testo a lato del vecchio: “630 milioni di senza tetto nel mondo.
“Il mondo si è unito contro il terrorismo. Dovrebbe unirsi anche contro la POVERTA’ ”.

Non è cinismo... Ma effettivamente è vero.
Una piccola parentesi per dire le solite cose trite e ritrite... Ora però mi sento meglio :)

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domenica 7 settembre 2008

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Le situazioni di Lui e Lei: Lui vuole riparare il lavandino, Lei gli dice come fare


E' una scena che, almeno a pensarla, ancora per adesso, mi fa una certa tenerezza... E anche al mio ragazzo... Ma credo ancora per poco: Lui è avvinghiato al tubo del lavandino del bagno per sistemarlo, Lei, armata di manuale, siede sull'orlo della vasca da bagno.

Fin qui tutto ok. Quando all'improvviso, subito dopo che Lui butta una fragorosa bestemmia per qualche problema che ha scoperto, Lei ha la pessima idea di dire: "Caro, sai, forse dovresti...". Se lei riesce a capire il senso dello sguardo assassino del suo Lui, troverà la velocità di togliersi dal suo campo visivo ed evitare guai XD ma non lo fa! Questa volta a Lui è scappata di mano la tenaglia. E Lei imperterrita, brandendo il manuale: "Dai amore! Guarda qui! E' così facile!"
A quel punto Lui (se è un galantuomo) dirà a lei di risolvere il problema da sola... Se non lo è, le tirerà qualunque cosa gli capiti a portata di mano.

Lasciando a Lui e Lei l'epilogo della storia, vediamo perchè un uomo si sente così frustrato a ricevere consigli su come fare le cose e perchè detesta i manuali.

Lui è abituato a risolvere i problemi da solo, per sua natura! E' l'uomo che da sempre garantisce la sicurezza alla sua famiglia ecc ecc quindi è portato a risolversi le sue rogne senza dar fastidio a nessuno. Chiedere aiuto a qualcuno sarebbe come ammettere di non essere in grado di farcela e calpestare quindi la sua natura di uomo!

Lo stesso accade per i manuali... La metafora di "Amore, leggi qui!" diventa per l'uomo "Non sei buono a niente! Leggi qui e cerca di venirne a capo!", quando invece la donna non vuole farlo sentire frustrato, ma vorrebbe venirgli incontro.

Insomma, l'uomo deve bastare a sè stesso. Qualunque forma di incertezza negherebbe la sua stessa natura. Le donne ovviamente non se ne fanno un cruccio, anzi vorrebbero che i loro uomini si aprissero a esporre debolezze e dubbi... Ma il problema, in questo caso, non è tra uomini e donne, ma tra l'uomo e sè stesso!

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mercoledì 3 settembre 2008

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Perchè in ascensore con altre persone si sta così a disagio?

E' una delle cose più seccanti che possano esserci. Ammetto di non essere una simpaticona, ma trovarsi faccia a faccia col vicino del secondo piano che accompagna il figlio all'asilo e farsi anche pochi secondi insieme nell'ascensore, diventa una situazione molto imbarazzante.

Il must è un gioioso roteare di sguardi, un evitarsi con classe. Meno spesso succede invece che qualcuno trova la forza (e la voglia) di aprire bocca... E qui, una volta toccato il fondo, si comincia a grattare! Si comincia a parlare del tempo. Di quanto faccia caldo o freddo, della temperatura, dell'umidità, del fatto che l'anno prima non faceva così caldo/freddo... Meglio tacere!

Ma perchè questo imbarazzo? Perchè l'ascensore è una delle situazioni che ci mettono più in pericolo! Mi spiego meglio. Ognuno di noi possiede una zona intima, personale, sociale e pubblica. La prima è solitamente dai 15 ai 45 centimetri dal proprio corpo, poi quella personale dai 46 al metro abbondante, quella sociale dal metro e mezzo fino ai tre metri e mezzo. Infine quella pubblica oltre i quattro metri.

Solitamente amici e parenti sfiorano l'area privata rimanendo effettivamente nell'area pubblica. L'ascensore quindi, ci mette a dura prova! Ci costringe a condividere la nostra sfera intima e privata con degli estranei (o quasi). Questo comportamento ci da tanto fastidio perchè viene vista come un'invasione del proprio spazio... Di riflesso come un pericolo per la propria persona: perchè quell'altra persona ci è vicina senza il nostro consenso. Sappiamo bene che è colpa dell'ascensore, ma inconsciamente è quello che proviamo!

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