giovedì 27 novembre 2008

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Scambieresti il tuo biglietto?

Sembra una domanda stupida (con ogni probabilità lo è u_u) Non stiamo parlando del biglietto del tram... di un biglietto della lotteria ad esempio... o un gratta-e-vinci! Pensaci: se te lo chiedessero, la risposta ti sembrerebbe così ovvia?

Non dovrebbe... Esci dal tabacchi e incontri un amico o una nullafacente come me che ti dice: "Toh! Anche io ho un biglietto della lotteria! L'ho appena giocato! E se facessimo a cambio?"

Oltre ad un accorato invito a farsi i fatti propri rivolto a chi ti fa la domanda, la risposta dipende da quanto tu sia certo della situazione e quanto sei razionale. In una situazione del genere, infatti, si combattono due nella nostra coscienza: quella concreta e quella romantica.

Quella concreta dice: "Certo che possiamo scambiarli! Abbiamo esattamente le stesse possibilità di vincere/perdere!"
Quella romantica dice: "A cambio?! Mmmmh perchè no?... Aspetta... E se avessi il biglietto vincente?... Come mi sentirei dopo?... No meglio di no! Che ognuno si tenga il suo."

In effetti tutti sanno che le possibilità di avere in mano il biglietto vincente sono davvero poche... Eppure si innesca un processo che in gergo tecnico si chiama anticipated regret (ovvero rimpianto anticipato) che porta il possessore del biglietto a credere che il suo abbia maggiori possibilità di vincere e quindi pensare alle conseguenze del suo gesto nel caso lo scambiasse. Per evitare un dispiacere futuro preferisce non cambiare la situazione, non potrebbe perdonarselo dopo!

Buffo che non avvenga la situazione opposta... Cioè nessuno (o pochissimi) pensa "Facciamo a cambio! Il tuo potrebbe essere quello vincente!"
E tu? Scambieresti il tuo biglietto?

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mercoledì 5 novembre 2008

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Gli uomini italiani quando si ammalano sono insopportabili? -dal libro di Beppe Severgnini-


Lo spunto mi è stato offerto dalla degenza ospedaliera e dal libro di Beppe Servergnini - Manuale dell'uomo normale che stavo leggendo proprio durante quei giorni. Tra l'altro avevo la materia prima per appurare le tesi esposte: uomini degenti!

Ammetto di aver letto il capitolo in questione prima di aver osservato queste persone... Quindi il mio giudizio sarebbe stato già influenzato, ma è divertente lo stesso!

Severgnini scrive:
Sono febbricitante in un albergo di Moena (Trento). [...] In altre camere, anziane turiste tedesche sopportano stoicamente la loro condizione. Non io. Un italiano malato deve avere su di sè tutta l'attenzione.
Ne ho parlato spesso con amici stranieri: secondo loro, lo spettacolo di un italiano che non sta bene è esilarante. [...]
Mi è capitato, in montagna, di avere ospiti inglesi che si univano cantando alla comitiva pur avendo 39 di febbre, una temperatura con la quale un italiano chiama l'eliambulanza. Se avessi chiesto loro "Come state?", avrebbero risposto "Not too bad!", prima di stramazzare tra i funghi e gli aghi di pino. [...]
Quando gli uomini sono ammalati psossono far leva sui nobili sentimenti che albergano nel cuore femminile. Ovvero: se noi siamo indisposti, voi siete disposte (a tollerarci). Se il malato-attore è particolarmente abile (per esempio, sa chiedere piccoli piaceri con occhi da cocker), può ottenere quasi tutto (tè zuccherato, giornali, una partita in TV). Certo: si tratta di un'azione subdola, di cui dovremmo vergognarci. Ma poichè non è l'unica, facciamo finta di niente.
Il primo motivo per cui più o meno mi sono ritrovata con gran parte di questo estratto fu: perchè nella degenza femminile i mariti latitavano e venivano buttati fuori la notte, quando nella degenza maschile le mogli si facevano turni h24 a parità di autosufficenza? Non avranno certo abusato sessualmente dei pazienti! E credo onestamente che neanche i mariti l'avrebbero fatto, per fortuna u_u

Perchè allora?! Perchè i maschietti amano essere coccolati e seguiti! E le femminucce coccolano e seguono per loro natura! Beh, meglio di così! Inizialmente credevo che gli uomini si fossero rammolliti di botto... E invece no (o magari non totalmente u_u), è solo che un pochino ci marciano, senza nuocere ovviamente! Ma ci fanno ricordare di avere un istinto materno!

Se il mio ragazzo non si scottasse a lavoro, non gli venisse qualche raffreddore, non gli facesse male qualcosa... Come farei a commuovermi?! A chiedergli come è successo?! A dargli i bacettini!? Fa tutto parte di un piano u_u no vabbè, non fino a questo punto :D Però alla fin fine è vero, gli italiani sono un po' più debolucci da questo punto di vista... Sarà che hanno più bisogno di sentirsi amati?!

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